Oleg Vernik: Lo sciopero dei minatori di Krivoy Rog

Dichiarazione di Oleg Vernik, presidente del membro del PI Zakhyst Pratsi, sugli scioperi dei minatori in corso in Ucraina.

Mentre vengono scritte queste parole, 22 coraggiosi minatori della miniera di Oktyabrskaya a Krivoy Rog rimangono in sciopero sottoterra.

Centinaia dei loro compagni – comprese le donne – di varie miniere sono risaliti in superficie. Le loro richieste sono state soddisfatte solo in parte, ma rimangono impegnate nella loro lotta. Ci attendono nuove, disperate battaglie contro il capitale e per una vita dignitosa per i lavoratori ucraini. Per la prima volta nella storia del nostro paese, siamo testimoni di lotte di lavoro e di solidarietà di questa portata.

Il 3 settembre 2020 i minatori dello Stabilimento Minerario di Ferro Krivoy Rog (KZhRK), gestito congiuntamente dagli oligarchi in conflitto Rinat Akhmetov e Igor Kolomoisky, non sono risaliti in superficie. I lavoratori chiedevano un miglioramento delle condizioni di lavoro e un aumento dei salari che la direzione ha deciso di tagliare mesi prima dell’inizio delle proteste. Dall’8 settembre le miniere “Oktyabrskaya”, “Rodina”, “Ternovskaya” (ex “Miniera Lenin”) e “Gvardeyskaya” sono in sciopero. Per tutto il mese di settembre, 393 minatori sono rimasti sottoterra per protesta. Molte di loro erano donne.

Questo sciopero dei minatori è unico nella storia dell’Ucraina moderna. È uno dei primi a riunire le lotte dei minatori e dei lavoratori di altre industrie. In particolare, i lavoratori delle ferrovie del deposito delle locomotive di Krivoy Rog hanno sostenuto la lotta dei minatori con il loro “sciopero bianco”. Gli attivisti del sindacato indipendente dei lavoratori delle ferrovie hanno individuato problemi tecnici in decine di locomotive e si sono rifiutati di lavorarci. Il 27 e 28 settembre, circa 10 locomotive non hanno mai lasciato il deposito delle locomotive di Krivoy Rog – una potente dimostrazione di solidarietà con i minatori in sciopero del KZhRK. Lavoratori delle ferrovie hanno partecipato ad azioni di solidarietà in luoghi anche lontani da Krivoy Rog, tra cui Nikopol e Nizhnedniprovskiy Uzel.

La protesta dei minatori di Krivoy Rog si è scatenata a causa dei cambiamenti nella struttura salariale degli impiegati. Una volta il salario dei minatori veniva pagato all’ora, tenendo conto di tutto il tempo speso sottoterra. Recentemente, i salari sono stati legati alla produzione, e gli stipendi sono calati drasticamente: le attrezzature antiquate delle miniere si guastano regolarmente, e gli operai non sono più pagati per ripararle. Ma anche le condizioni generali di lavoro hanno giocato un ruolo importante. I minatori affermano che le attrezzature delle miniere sono in uso da oltre 30 anni, con notevoli impatti negativi sulla salute e sull’ambiente di lavoro. Secondo i difensori dei diritti umani, un lavoratore è morto in una miniera di KZhRK nell’aprile 2020. Un tribunale ha ammesso in seguito che il decesso è stato causato dalle cattive condizioni tecniche delle attrezzature. Infine, il rischio di perdere il diritto alla pensione ha dato ulteriore impulso agli scioperi. Secondo i minatori, più di quattromila lavoratori non avranno diritto a una pensione preferenziale. E la riforma delle pensioni dell’Ucraina, adottata diversi anni fa, ha colpito in modo particolarmente duro le minatrici. Invece di un possibile pensionamento a 45 anni, dovranno lavorare per almeno altri cinque anni in più.

Molti dei principali media ucraini hanno prestato particolare attenzione alla richiesta degli scioperanti di sostituire i vertici dello Stabilimento Minerario di Ferro Krivoy Rog. Ho già scritto che la KZhRK è di proprietà congiunta di due oligarchi ucraini concorrenti – Kolomoiskiy e Akhmetov – che hanno quote uguali nel business. Kolomoysky ha formalmente trasferito la sua quota ad un altro oligarca, Yaroslavsky, ma gli esperti ritengono che la gestione di KZhRK sia ancora assegnatada Kolomoysky. Molti hanno ipotizzato, speculando sulla richiesta di sostituire i vertici della miniera, che gli scioperi siano parte di un complotto di Akhmetov per ottenere il controllo totale dello Stabilimento Minerario di Ferro Krivoy Rog.

Questa teoria del complotto ignora il potere emerso dal movimento di protesta di massa dei lavoratori. Un tale movimento è pericoloso per l’oligarchia ucraina in generale. Qui, proprio sotto agli occhi di un movimento operaio di massa, la classe dirigente si sta consolidando; solo il lavoro organizzato di massa può distruggere il modello di capitalismo oligarchico ucraino. Questo è il motivo per cui non è il conflitto tra oligarchi ucraini ad essere importante per la nostra analisi della situazione, ma il livello di organizzazione e le attività del movimento democratico dei lavoratori, abbracciato dai sindacati indipendenti in tutta l’Ucraina.

Krivoy Rog è il luogo di nascita dell’attuale presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, che ha ricevuto dagli elettori un sostegno record alle elezioni presidenziali e parlamentari nella sua città natale. I minatori di Krivoy Rog hanno avuto motivo di contare sul sostegno di Zelenskyi per le loro richieste. Tuttavia, sia Zelensky che l’ufficio del Presidente hanno preso le distanze dai minatori. Durante gli incontri tra i minatori in sciopero e i membri del Parlamento del partito Servitore del Popolo di Zelensky, ai minatori è stato chiesto di esprimere la loro sfiducia nei confronti dei leader sindacali, che avevano dato il via allo sciopero.

Inoltre, le autorità ucraine non hanno intrapreso alcuna misura per proteggere i minatori in sciopero dalla repressione da parte dell’amministrazione dello Stabilimento Minerario di Ferro Krivoy Rog. L’amministrazione del KZhRK ha iniziato a pubblicare sui social network i dati personali dei minatori in sciopero sottoterra e, secondo le informazioni del deputato ucraino Mykhaylo Volynets, l’appartamento di uno dei minatori in sciopero sotterraneo è stato svaligiato. “In realtà, i vertici dello stabilimento hanno agito legittimando i ‘domushniki’ (scassinatori)”, ha detto Volynets.

“I lavoratori che sono sottoterra sentono una pressione fisica e morale disumana… Ma si presume che il presidente debba affrontare una pressione ancora maggiore da parte degli oligarchi”. Penso che entrambi i proprietari gli stiano chiedendo di non interferire nella situazione, perché questo dimostrerebbe che i manifestanti hanno ragione, e la situazione cambierebbe in modo significativo”, dice Vitaliy Dudin, capo del dipartimento legale del sindacato indipendente ucraino “Zakhyst Pratsi” (“Protezione del lavoro”).

La situazione si sta sviluppando in modo dinamico e ogni giorno porta nuove notizie. Ma il fatto che lo sciopero dei minatori di Krivoy Rog sia risuonato in tutto il mondo ci entusiasma e ci incoraggia. Ogni lotta di classe dà ai lavoratori ucraini un’esperienza inestimabile. La solidarietà globale dei lavoratori non è più un ideale astratto, ma una realtà molto concreta per i lavoratori ucraini. I lavoratori ucraini ringraziano i loro compagni e le loro compagne di tutto il mondo per il loro sostegno senza precedenti. Ci sono ancora molte battaglie da affrontare per una vera democrazia e per i diritti dei lavoratori. Queste battaglie sono state, sono e saranno sempre internazionali.

https://progressive.international/wire/2020-10-06-the-krivoy-rog-miners-strike-the-workers-cannot-be-broken/it

Oleg Wernik: Der Streik der Bergleute in Krywyj Rih

Statement von Oleg Wernik, Vorsitzender des PI-Mitglieds Zakhyst Pratsi, zum anhaltenden Streik von Bergleuten in der Ukraine.

Während ich diese Zeilen schreibe, streiken weiterhin 22 mutige Bergleute unter Tage in der Oktjabrskaja-Mine in Krywyj Rih.

Hunderte ihrer Kamerad*innen aus verschiedenen Minen sind bereits wieder an die Erdoberfläche gekommen. Ihre Forderungen sind nur teilweise erfüllt worden, aber sie bleiben ihrem Kampf verpflichtet. Neue, schwere Kämpfe stehen bevor, gegen das Kapital und für ein menschenwürdiges Leben der ukrainischen Arbeiter*innen. Zum ersten Mal in der Geschichte unseres Staates sind wir Zeugen eines Arbeitskampfes und von Solidarität in einem derartigen Ausmaß.

Am 3. September 2020 kamen die Bergleute des Eisenerz-Bergwerks Krywyj Rih (KZhRK), das gemeinsam von den untereinander im Konflikt stehenden Oligarchen Rinat Achmetow und Igor Kolomojskyj betrieben wird, nicht zurück über Tage. Die Arbeitenden forderten höhere Löhne, die die Unternehmensleitung einige Monate vor den Protesten zu kürzen beschlossen hatte, sowie bessere Arbeitsbedingungen. Ab dem 8. September streikten auch die Bergwerke “Oktjabrskaja”, “Rodina”, “Ternowskaja” (ehemals “Lenin-Mine”) und “Gwardejskaja”. Den ganzen September hindurch hielten sich 393 Bergleute aus Protest unter Tage auf, viele davon Frauen.

Dieser Streik der Bergleute ist einzigartig in der modernen Ukraine. Er ist einer der ersten, der die Kämpfe von Bergleuten und Arbeiter*innen in anderen Branchen zusammenführt. Insbesondere die Eisenbahner*innen des Lokomotivdepots in Krywyj Rih unterstützten den Kampf der Bergleute mit ihren Aktionen für “ausschließlichen Dienst nach Vorschrift”: Aktivist*innen der Unabhängigen Eisenbahnergewerkschaft identifizierten zwar technische Probleme in Dutzenden von Lokomotiven, weigerten sich aber, diese zu beheben. Am 27. und 28. September konnten daher rund zehn Lokomotiven das Lokomotivdepot in Krywyj Rih nicht verlassen — eine starke Demonstration der Solidarität mit den streikenden Bergleuten der KZhRK. Eisenbahner*innen beteiligten sich auch an Solidaritätsaktionen an Orten weit entfernt von Krywyj Rih, unter anderem in Nikopol und Nischnedniprowskyj Usel.

Der Protest der Bergleute in Krwij Rih wurde durch Änderungen in der Gehaltsstruktur ausgelöst: Die Löhne waren vormals stundenweise bezahlt worden, wobei die gesamte Zeit, die die Bergleute unter Tage verbrachten, berücksichtigt wurde. In letzter Zeit wurden die Löhne jedoch an die Produktion gebunden. Sie sind daher stark gesunken. Die veraltete Ausrüstung in den Bergwerken versagt regelmäßig und die Arbeiter*innen werden nicht mehr für die Reparatur bezahlt. Aber auch die allgemeinen Arbeitsbedingungen spielten eine Rolle: Die Bergleute berichten, dass die Ausrüstung in den Minen seit über 30 Jahren in Gebrauch ist, mit erheblichen negativen Auswirkungen auf ihre Gesundheit und das Arbeitsumfeld. Nach Angaben von Menschenrechtsorganisationen starb im April 2020 ein Arbeiter in einem Bergwerk in KZhRK. Ein Gericht räumte später ein, dass dies auf den schlechten technischen Zustand der Ausrüstung zurückzuführen sei. Darüber hinaus gibt das neue Risiko, den Anspruch auf Rente zu verlieren, den Streiks weiteren Auftrieb. Nach Angaben der Bergleute werden mehr als viertausend Beschäftigte keinen Anspruch auf eine Vorzugsrente haben. Die Rentenreform in der Ukraine, die vor einigen Jahren verabschiedet wurde, traf die Bergarbeiter*innen besonders hart: Statt eines möglichen Renteneintritts mit 45 Jahren werden sie mindestens fünf Jahre länger arbeiten müssen.

Viele führende ukrainische Medien haben der Forderung der Streikenden, die Leitung des Eisenerzwerks von Krywyj Rih abzusetzen, besondere Aufmerksamkeit geschenkt. Ich habe oben bereits geschrieben, dass KZhRK im gemeinsamen Besitz von zwei miteinander konkurrierenden ukrainischen Oligarchen — Kolomoiskyj und Achmetow — ist, die zu gleichen Teilen an dem Unternehmen beteiligt sind. Kolomojskyj übertrug seinen Anteil formell an einen anderen Oligarchen, Jaroslawskyj, aber Experten glauben, dass das Management von KZhRK nach wie vor von Kolomojskyj ernannt wird. Da sie sich auf die Forderung nach einem Wechsel in der Leitung des Bergwerks fokussierten, sind viele Pressevertreter*innen davon ausgegangen, dass die Streiks Teil eines Komplotts von Seiten Achmetows sein könnten. Sein Ziel sei es, die vollständige Kontrolle über das Eisenerzwerk von Krywyj Rih zu erlangen.

Dieses Verschwörungsdenken ignoriert jedoch die Kraft der entstandenen Massenprotestbewegung der Arbeiter*innen. Eine solche Bewegung ist für die ukrainische Oligarchie insgesamt gefährlich. Hier schließt also die herrschende Klasse, die Elite, angesichts einer Massenbewegung der Arbeiter*innen ihre Reihen. Denn: Nur die organisierte Arbeiterschaft kann das ukrainische Modell des oligarchischen Kapitalismus zerstören. Deshalb ist für uns in unserer Analyse nicht dieser Konflikt zwischen zwei ukrainischen Oligarchen von Bedeutung, sondern der Organisationsgrad und die Aktivitäten der demokratischen Arbeiterbewegung, die von unabhängigen Gewerkschaften in der gesamten Ukraine getragen wird.

Krywyj Rih ist der Geburtsort des derzeitigen Präsidenten der Ukraine, Wolodymyr Selenskyj, der bei den Präsidentschafts- und Parlamentswahlen in seiner Heimatstadt beispiellose Unterstützung von Seiten der Wähler*innen erhielt. Die Bergleute von Krywyj Rih hatten allen Grund, bei ihren Forderungen auf die Unterstützung Selenskyjs zu zählen. Doch sowohl Selenskyj als auch das Präsidentenamt distanzierten sich von den Bergleuten. Und bei Treffen zwischen den streikenden Bergarbeiter*innen und Abgeordneten von Selenskyjs Partei “Diener des Volkes” wurden die Bergleute gebeten, doch lieber ihr Misstrauen gegenüber ihren Gewerkschaftsführern, die den Streik initiiert hatten, zum Ausdruck zu bringen.

Darüber hinaus haben die ukrainischen Behörden keinerlei Schritte unternommen, um die streikenden Bergleute vor Repressionen durch die Verwaltung des Eisenerzwerkes Krywyj Rih zu schützen. Die Verwaltung der KZhRK begann, persönliche Daten der unter Tage streikenden Bergleute in sozialen Netzwerken zu veröffentlichen, und nach Informationen des ukrainischen Abgeordneten Michailo Wolynets wurde in die Wohnung eines der streikenden Bergleute eingebrochen. “Tatsächlich stand der Leiter des Werks sogar Schmiere für die ‘Domuschniki’ (Einbrecher),” berichtet Wolynets.

“Die Arbeitenden, die sich unter Tage befinden, spüren unmenschlichen physischen und moralischen Druck… Aber es ist anzunehmen, dass der Präsident noch stärkerem Druck von Seiten der Oligarchen ausgesetzt ist. Ich denke, dass beide Eigentümer ihn bitten, sich nicht in die Situation einzumischen. Denn das würde schließlich zeigen, dass die Demonstrierenden Recht haben, und die Situation könnte sich erheblich ändern,” erklärt Witali Dudin, Leiter der Rechtsabteilung der ukrainischen unabhängigen Gewerkschaft “Zakhyst Pratsi” (“Arbeitsschutz”).

Die Situation entwickelt sich dynamisch und jeder Tag bringt neue Nachrichten. Aber die Tatsache, dass der Streik der Bergleute von Kryvyj Rih in der ganzen Welt Resonanz gefunden hat, freut und ermutigt uns. Jeder Klassenkampf bietet den ukrainischen Arbeiter*innen unschätzbare Erfahrungen. Die Solidarität der globalen Arbeiterschaft ist kein abstraktes Ideal mehr, sondern eine sehr konkrete Realität für diese Arbeiter*innen in der Ukraine. Sie danken daher ihren Genoss*innen auf der ganzen Welt für ihre beispiellose Unterstützung. Es liegen noch viele Kämpfe für echte Demokratie und Arbeitsrechte vor uns. Diese Kämpfe waren, sind und werden international sein.

Oleg Vernik: La huelga de lxs minerxs de Krivoy Rog

Mientras se escriben estas líneas, 22 valientes minerxs de la mina Oktyabrskaya en Krivoy Rog continúan en huelga bajo tierra. Cientos de sus camaradas de distintas minas, incluyendo mujeres, ya han salido a la superficie. Sus demandas han sido solo parcialmente satisfechas, pero ellxs permanecen comprometidxs con su lucha. Se …

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Відкрите Звернення Голови ВНПС “Захист праці” Олега Верника напередодні місцевих виборів-2020

Шановні профспілкові побратими та сестри! В Україні наближається час виборів в органи місцевого самоврядування. Вони відбуваються у достатньо скрутний, але ж дуже відповідальний для нас час. Нам вдалося навесні цього року зупинити навалу прийняття драконівських змін в трудове законодавство України. Але ж реакційні та одіозні антинародні кола чекають на завершення …

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Oleg Vernik: The Krivoy Rog miners’ strike

Statement from Oleg Vernik, Chairman of PI Member Zakhyst Pratsi, on the ongoing miners’ strikes in Ukraine.

As these lines are written, 22 brave miners of the Oktyabrskaya mine in Krivoy Rog remain on strike underground.

Hundreds of their comrades from various mines — including women — have already risen to the surface. Their demands have only been partially met, but they remain committed to their struggle. New, desperate battles lie ahead, against capital and for a decent life for Ukrainian workers. For the first time in the history of our state, we are witnessing labour struggle and solidarity on this scale.

On 3 September 2020, the miners of the Krivoy Rog Iron Ore Plant (KZhRK), run jointly by the conflicting oligarchs Rinat Akhmetov and Igor Kolomoisky, did not come to the surface. The workers demanded higher wages, which the management decided to cut a few months before the protests, and better working conditions. From 8 September, the “Oktyabrskaya”, “Rodina”, “Ternovskaya” (formerly the “Lenin Mine”), and “Gvardeyskaya” mines were on strike. Throughout September, 393 miners stayed underground in protest. Many of them were women.

This miners’ strike is unique in modern Ukraine. It is one of the first to bring together the struggles of miners and workers in other industries. In particular, railway workers from the Locomotive Depot in Krivoy Rog supported the miners’ struggle with their “Italian strike”. Activists from the Independent Railway Workers’ Union identified technical issues in dozens of locomotives and refused to work on them. On 27 and 28 September, about 10 locomotives never left the Locomotive Depot in Krivoy Rog — a powerful demonstration of solidarity with the striking miners of KZhRK. Railway workers also took part in solidarity actions in places far from Krivoy Rog, including in Nikopol and Nizhnedniprovskiy Uzel.

The Krivoy Rog miners’ protest was sparked by changes in the salary structure. The miners’ wages were once paid hourly, taking into account all the time that they spent underground. Recently, wages have been tied to production, and salaries have fallen sharply: the outdated equipment in the mines fails regularly, and workers are no longer paid for repairing it. But overall working conditions also played a role. The miners say that the equipment at the mines has been in use for over 30 years, with significant detrimental impacts on their health and work environment. According to human rights defenders, a worker died in a mine at KZhRK in April 2020. A court later admitted that this was due to the poor technical condition of the equipment. Finally, the risk of losing the right to a pension added further impetus to the strikes. According to the miners, more than four thousand workers will not eligible for preferential retirement. And Ukraine’s pension reform, which was adopted several years ago, hit female miners particularly hard. Instead of a possible retirement at 45, they will have to work for at least five years longer.

Many leading Ukrainian media outlets have paid particular attention to the strikers’ demand to replace the management of the Krivoy Rog Iron Ore Plant. I have already written that KZhRK is jointly owned by two competing Ukrainian oligarchs — Kolomoiskiy and Akhmetov — who have equal shares in the business. Kolomoysky formally transferred his share to another oligarch, Yaroslavsky, but experts believe that the management of KZhRK is still appointed by Kolomoysky. By focusing on the demand to replace the mine’s management, many have assumed that the strikes are part of a plot by Akhmetov to gain total control over the Krivoy Rog Iron Ore Plant.

This conspiracy theory ignores the power of the mass worker protest movement that emerged. Such a movement is dangerous to the Ukrainian oligarchy at large. Here, in the face of a mass labour movement, the ruling class is consolidaring; only mass organized labour can destroy Ukraine’s model of oligarchic capitalism. That is why it is not the conflict between Ukrainian oligarchs that is important for us in our analysis, but the level of organisation and the activities of the democratic labour movement, embraced by independent trade unions across Ukraine.

Krivoy Rog is the birthplace of the current President of Ukraine, Volodymyr Zelensky, who received record support from voters in the presidential and parliamentary elections in his hometown. The miners of Krivoy Rog had reason to count on Zelenskyi’s support for their demands. However, both Zelensky and the President’s office distanced themselves from the miners. And, at meetings between the striking miners and members of parliament from Zelensky’s Servant of the People party, the miners were asked to express their distrust of their trade union leaders, who had initiated the strike.

Moreover, Ukrainian authorities did not take any steps to protect the striking miners from repression by the administration of the Krivoy Rog Iron Ore Plant. The administration of the KZhRK began posting personal data on the underground striking miners on social networks, and according to the information of the Ukrainian MP Mykhaylo Volynets, the apartment of one of the underground striking miners‘ apartment was burgled. “In fact, the head of the plant acted as a gunner for the ‘domushniki’ (burglars),” said Volynets.

“Workers who are underground feel inhuman physical and moral pressure… But there is an assumption that the president faces even more pressure from the oligarchs. I think that both owners are asking him not to interfere in the situation, because that would show that the protesters are right, and the situation will change significantly”, says Vitaliy Dudin, head of the legal department of the All-Ukrainian Independent Trade Union “Zakhyst Pratsi” (“Labour Protection”).

The situation is developing dynamically and every day brings news. But the fact that the Krivoy Rog miners strike has resonated around the world excites and encourages us. Every class struggle gives Ukraininan workers invaluable experience. Global workers’ solidarity is no longer an abstract ideal, but a very concrete reality for workers in Ukraine. Ukrainian workers thank their comrades all over the world for their unprecedented showing of support. There are still many battles ahead for true democracy and labour rights. Thes fights have been, are, and will be international.

Oleg Vernik is Chairman of the All-Ukrainian Independent Trade Union “Zakhyst Pratsi” (“Labour Protection”).

Международная Шахтерская Координация поддержала борьбу шахтеров Кривого Рога!

12.09.2020.

Протестующим шахтерам Криворожского железорудного комбината!

Здравствуйте, шахтеры. Мы слышали о вашей подземной забастовке и ваших наземных протестах за повышение зарплат и улучшения условий труда. Я бывший подземный шахтер с почти 40-летним опытом работы в угольной промышленности Германии и в Вашей борьбе я солидарен с Вами в полной мере. Мы являемся членами Международной координационной группы шахтеров и считаем Ваши требования полностью обоснованными. Это соответствует нашей Международной программе борьбы: «В мире насчитывается более 20 миллионов шахтеров, которые в тяжелых и опасных условиях транспортируют и добывают сокровища земли, но условия их жизни находятся в плачевном состоянии. Заработная плата не только очень низкая, не позволяющая вести достойную жизнь, но зачастую и она застаивается или опускается». Она несоразмерна выполняемой ими работе. Даже номинальный рост заработной платы становится незначительным в связи с ростом стоимости жизни. За повышение зарплаты шахтеров, которое позволит им вести достойную жизнь, соответствующую стоимости жизни в соответствующих странах!».

И дальше: «Шахтеры подвергаются экстремальным условиям – мы требуем: Сокращение рабочего времени с целью 6-часового рабочего дня с полной компенсацией заработной платы! Во многих странах сегодня люди борются за сокращение или соблюдение максимума 8 часов в день, включая компенсацию заработной платы. Запретить систему косвенного принуждения к нерегулярным рабочим дням, а также к продлению времени смены, включая нерегулярное рабочее время! Мы боремся за каждое рабочее место и за создание новых рабочих мест, неся ответственность за будущее молодежи. У шахтеров, постоянно подвергающихся тяжелым условиям труда, угрожающим их здоровью, продолжительность жизни снижается. Мы требуем специальную систему досрочного выхода на пенсию для таких шахтеров, включающую такую же зарплату, как и у активного работника, и без условий относительно минимального возраста».

Желаю вам и вашим семьям много сил и настойчивости. Здесь, в Германии, закрыты последние шахты по добыче каменного угля и уволены более 250 шахтеров, которые до сих пор работают в фонде RAG/RAG, хотя работ, которые сейчас передаются на аутсорсинг другим компаниям, еще достаточно. Они тоже сейчас борются с нами за свои рабочие места и против политики компании в отношении выжженной земли. Принцип координации деятельности наших шахтеров заключается в том, что мы, шахтеры и наши семьи, сотрудничаем на международном уровне и координируем нашу борьбу, если хотим стать превосходящей силой против международных монополий горнодобывающей промышленности и их правительств. На нашей учредительной конференции в 2013 году в Арекиепе/Перу мы приняли решение: «Сегодня все меньше и меньше возможностей противостоять международным монополиям горнодобывающей промышленности в изоляции и локальном ограничении. Нам нужно единство трудящихся во всем мире»Нам нечего ждать от правых правительств и их лживых обещаний – мы должны позаботиться о себе сами!

Мы сообщим о вашем положении и борьбе, в частности, на нашей домашней странице. Пожалуйста, напишите нам, как мы можем продолжать поддерживать Вас и информировать нас о дальнейшем ходе событий, чтобы мы могли сообщить шахтерам всего мира о Вашем положении. Я хотел бы призвать вас стать членом Международной координационной группы горняков. В 2022 году состоится 3-я Международная конференция горняков, и я хотел бы пригласить вас подготовиться и принять в ней участие. Мы можем многому научиться друг у друга и поддерживать друг друга.

Боевые и солидарные приветствия!

Андреас Тадысяк, Главный координатор международной координации деятельности шахтеров.

Незалежна Профспілка”Захист праці” нарешті створена на “Укрзалізниці”!

9 вересня 2020 року була зареєстрована наша нова Профспілкова Організація “Захист праці” у Виробничому Підрозділі “КУП’ЯНСЬК-ВУЗЛОВА ДИСТАНЦІЯ КОЛІЇ” Регіональної Філії “ПІВДЕННА ЗАЛІЗНИЦЯ” ПАТ “УКРАЇНСЬКА ЗАЛІЗНИЦЯ” (Ідентифікаційний код юридичної особи – 43808568).

Робітничі ватажки українських залізничників вже давно вирішили створити свою незалежну профспілку для розгортання боротьби за свої трудові права. І попри всі брутальні репресії з боку керівництва виробничого підрозділу нам це вдалося зробити разом! Керівником новоствореної профспілкової організації
“Захисту праці” був одноголосно обраний монтер колії 3-го розряду Георгій Сизонов.

Шановні друзі-залізничники! Попереду у нас запекла боротьба за наші трудові права, достойну заробітну платню та придатні умови праці. Щиро віримо, що прийде час і робітничий клас  України, об`єднаний у справжні незалежні профспілки, рішуче висловить свою власну робітничу програму дій та кардинальних
перетворень у нашій державі.

Центральний Комітет ВНПС “Захист праці”
09.09.2020 р.

“Международная шахтерская координация” решительно поддержала борьбу шахтеров “Беларуськалия”

Привет горнякам «Беларуськалия»! О вашей борьбе мы узнали из прессы и интернета. Я сам проработал 35 лет в угольной шахте под землей и поэтому понимаю вас, кроме того, нападение на одного из нас, это нападение на всех нас. Я полностью солидарен с вами. Ваши экономические и политические требования обоснованы и справедливы. …

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For arbejdernes frie og demokratiske Hviderusland

Åbent brev til vores kæmpende hviderussiske brødre og søstre fra den ukrainske faglige landsorganisation Arbejdernes Forsvar.

Kære brødre og søstre i Hviderusland!

Vi er fascinerede af jeres styrke og mod i kampen mod den autoritære regering. Det er indlysende, at det konservative-oligarkiske regime var bange, først og fremmest for den resolutte og organiserede protest fra den hviderussiske arbejderklasse og dens uafhængige fagforeninger. Kun jeres strejke og arbejderprotester generelt gjorde det muligt, ikke kun at stoppe den åbne politibrutalitet mod det hviderussiske folk, men også beslutsomt at rejse spørgsmålet om tilsidesættelsen af resultatet præsidentvalget, som blev forfalsket af regimet.

Vi står fuldt og helt bag jeres almindelige demokratiske krav for resolutte forandringer i det hviderussiske samfund, retsforfølgelse af dem, der forfalskede valgresultatet og af politiets specialenheder, som har misbrugt deres magt ekstrem grad.

Det er meget vigtigt at erindre sig Ukraines bitre erfaringer, da en retfærdig og fair opstand mod Janukovitjs regime i 2014 blev brugt af arbejder- og fagforeningsfjendtlige kræfter. Det er netop disse kræfter, der lige nu gennemfører voldelige angreb på arbejder- og fagforeningsaktivisters demokratiske rettigheder, voksende tilbagetrækningsalder og fører en kurs med folkefjendtlige nyliberale reformer.

Uheldigvis lykkedes det ikke arbejder- og fagforeningsaktivister at blive til en effektiv og betydningsfuld faktor i Ukraines demokratiske revolution. De var dårligt organiserede og var ikke godt nok forberedte. Dette forhold bliver brugt af konservative ”beskyttere” af det autoritære regime, som forsøger at overbevise arbejderne om i praksis at støtte Lukasjenkos autoritære kapitalistiske regime.

Vi afviser kategorisk denne opfordring til reelt at samarbejde med regimet. Kun konsekvent kamp for demokrati giver arbejderne udsigt til at overvinde vold og autoritære regimer.

Hvideruslands arbejdere og fagforeninger bør imidlertid begynde at udvikle et program med deres krav. Dette program ville ikke tillade et fremtidigt frit og demokratisk Hviderusland at slå ind på en vej med nyliberale reformer og forringelser. Netop nyliberale reformer og omfattende privatiseringer vil uundgåeligt føre tilbage til en situation med genindførelse af diktatur og politivold og vil styrke såvel reaktionære kræfter, som ønsker, at rulle udviklingen tilbage, som dem, der ønsker at etablere et regime i Hviderusland kontrolleret fra udlandet, pro-vestligt eller pro-russisk. Vi tror, at kampen for et virkeligt uafhængigt arbejdernes demokratiske Hviderusland er det vigtigste spørgsmål i den nuværende situation.

Vi ukrainske arbejder- og fagforeningsaktivister har ikke ret til at diktere vores synspunkter til vores hviderussiske brødre og søstre. Hviderussiske arbejdere vil selv udvikle et fagforeningskampprogram. Men vi tror på princippet om, at vi har ret til at komme med vores forslag, som måske kan danne udgangspunkt for et sæt af krav fra den hviderussiske arbejderbefolkning. Vores forslag er følgende:

·         Øjeblikkelig ophævelse af de arbejder- og fagforeningsfjendtlige ændringer i Hvideruslands arbejdsmarkedslovgivning fra 2019, som har indført totalt arbejdsgiverdiktatur i landet – midlertidige ansættelser, uretfærdige opsigelser og forbuddet mod frivillig tilbagetrækning er de slag, som de hviderussiske arbejdere har taget i mod.

·         Forsvar jeres arbejdspladser med alle nødvendige midler! Forbyd arbejdsgiverne at straffe med løntræk og tilbageholdelse af bonus!

·         Øjeblikkelig ophævelse af regeringens privatiseringsprogram fra 2020. Revurder de gennemførte privatiseringer af en række hviderussiske selskaber. Nationalisering af sådanne selskaber med efterfølgende overgang fra regerings støttet bureaukratisk administration til arbejdernes og de ansattes demokratiske ledelse!

·         Øjeblikkelige ophævelse af alle juridiske restriktioner for oprettelse af uafhængige fagforeninger! Ubegrænset pressefrihed for arbejdernes og fagforeningernes medier!

Der er kun en forudsætning i kampen for gennemførelsen af jeres krav: Hvideruslands arbejdere må og skal organisere stabile og vedvarende relationer med alle hviderussiske arbejderkollektiver (på det statsejede virksomheder o.a.), med uafhængige fagforeninger, med aktivister i lokalsamfund og med miljøaktivister. For øjeblikket er højreorienterede liberale kræfter de bedst organiserede, og de prøver at gøre alt for at hindre hviderussiske arbejdere i at blive en selvstændig politisk kraft, ligesom de forsøger at holde dem væk fra de nyliberale politikere og deres program for nyliberale reformer vendt mod befolkningen. Derfor vil det være rigtigt for de uafhængige hviderussiske fagforeninger at diskutere opstillingen af en kandidat til det kommende præsidentvalg.

En sådan kandidat kunne blive en tiltrækningskraft for alle sande demokratiske og arbejdervenlige kræfter i Hviderusland. Et sådant initiativ kunne blive et reelt alternativ til både kræfter, der ønsker at vende tilbage til autokratiet, og forskellige pro-russiske og pro-vestlige kandidater, som allerede har indstillet sig på at droppe den demokratiske vej til fremtiden for et frit Hviderusland regeret af folket selv.

Ærede hviderussiske brødre og søstre, som deltager i arbejdernes kamp! Den ukrainske arbejderklasse står på jeres side! Husk på, at kun gennem kamp kan vi vinde vores rettigheder! Lige nu er jeres kamp den vigtigste i verden! I dette øjeblik er i frontlinjen for virkeligt demokrati og arbejdernes rettigheder! Vær udholdende, vær resolutte! Og held og lykke!

17. august 2020

Centralkomiteen for den ukrainske faglige landsorganisation Arbejdernes Forsvar.

Artiklen er oversat fra fagforbundets hjemmeside af Leif Mikkelsen